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Ho le mani fredde, ed è sabato mattina. Sono ancora nel letto, e accanto a me, come al solito, non c’è nessuno. Solo il mio smartphone tra le mani, e la sua fiebile luce fredda che illumina la stanza. Non mi alzo per aprire le finestre, il tempo che c’è fuori non mi invoglia, e allora resto sotto le coperte a controllare Twitter e a chiaccherare con i miei amici su Facebook. Mi fermo e penso a quanto sia cambiato il nostro modo di alzarci la mattina e di ricollegarci al mondo, grazie alla tecnologia.

Quando ero piccola pensavo che quando sarei stata abbastanza grande da capire tutto quello di cui parlavano i telegiornali, li avrei seguiti tutti i giorni e avrei potuto fare anche io quei discorsi impegnati che i grandi facevano a tavola la domenica. Crescevo in una perfetta famiglia italiana, che pranzava all’ora di Beautiful e Dragon Ball e cenava a quella del Tg delle 8, perchè poi alle 21 bisognava essere tutti in salotto a guardare il film in prima serata.

Con il passare degli anni la qualità delle trasmissioni in tv si è drasticamente abbassata, ma mio padre tutte le mattine, prima di andare a lavoro, quando ancora gli occhi di noi liceali non si mantenevano aperti nemmeno con lo scotch, guardava Rainews24. Più di una volta sbirciavo lo schermo in cucina, ma le parole che uscivano dagli altoparlanti erano troppe e decisamente troppo complesse per quell’ora della mattina. Rinunciai completamente a seguire i Tg in tv quando mi trasferii all’università. Gli orari delle lezioni mi tenevano lontano da casa all’ora di pranzo, per non parlare delle mattine in cui rotolavi a forza giù dal letto e facevi appena in tempo a prendere l’autobus, e delle sere in cui spesso si usciva. Quando riuscii a stabilizzarmi con l’orario, ero passata a guardare la tv solo la sera, e i miei canali preferiti erano – e sono – Boing, K2, Frisbee, cartoni animati per rilassarsi e non pensare. La mattina, invece, accendevo – e accendo – la radio. Alle 8 passavano le flash news, che facevo appena in tempo a sentire prima di scappare via a lezione. 2 minuti di notizie cluo, che non riuscivo poi mai ad approfondire. Pensavo che quando sarei stata abbastanza grande da avere un lavoro, la mattina sarei stata più attiva e avrei controllato al pc almeno due o tre testate giornalistiche prima di uscire.

Illusioni. Quando ho cominciato lo stage, nonostante non mi alzassi certo ad orari proibitivi, ero troppo spenta la mattina per leggere notizie pizzose e impegnate sui giornali online. Il passaggio si è realizzato quando ho cominciato a comprare Cosmopolitan. Lo portavo in borsa e qualche mattina, nella mezz’ora di autobus che mi aspettava, lo tiravo fuori e leggevo qualche stupido articolo che mi metteva il buon’umore. Dopo un paio di giorni, scoprii che leggere in autobus mi faceva arrivare più sveglia e attiva al lavoro, con conseguente gaudio del mio capo xD Poi, dopo la laurea, ho ricevuto lo smartphone: la rivoluzione. Era pratico come il magazine tascabile, così potevo tranquillamente usarlo in autobus. Ma all’inizio ancora per me era solo un cellulare, o al massimo un lettore mp3. Fu Twitter a innescare la vera scintilla. Dopo aver partecipato al Festival Internazionale del Giornalismo, avevo capito finalmente come funzionava questo Social, e, cosa ancora più importante, avevo i contatti giusti. Da allora non passa mattina che io non controlli il mio Twitter, legga i tweet dei giornalisti o degli esperti in comunicazione che seguo e finisca per conoscere la maggior parte delle notizie della giornata in pochi caratteri. Anche quando ho smesso di usare l’autobus per sostituirlo con la bici, che non mi permetteva di controllare le notizie mentre guidavo, mi alzavo 10 minuti prima per poter avere il tempo di controllarle a casa.

I tempi sono cambiati. Mi viene da pensare a una ragazza che ho conosciuto l’anno scorso in Erasmus, che, in una lezione di Media and Rituals, esordì dicendo che se lei la mattina non controllava Facebook, Twitter e tutti gli altri Social sui quali era presente, non cominciava bene la giornata. Ed è così. Anche io, se adesso non controllo Twitter la mattina, mi sento spaesata, persa. Tutti noi abbiamo un medium al quale siamo più affezionati, che ci rispecchia meglio di tutti gli altri, nel grande panorama di possibilità che abbiamo oggi. E la relazione che sviluppiamo con esso è molto più del semplice “news keeping”. E’ il nostro contatto con il mondo, come se fosse un prolungamento del nostro sistema percettivo, che ogni mattina ci aiuta a uscire dal mondo dei sogni e a tornare in quello reale. Con la coscienza e l’attenzione giusta.

Forse è questo diventare grandi. Essere capaci di capire qual è il mezzo migliore per restare informati sul mondo e avere piacere ad utilizzarlo. L’informazione non deve essere un dovere, è un piacere che ci concediamo la mattina, come il caffè e la pasta che ci addolciscono la giornata.

E voi? Qual è il vostro piacere informativo – o informatico – quotidiano? 😉

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Informazioni su Alba Chiara

I'm Alba Chiara Di Bari, a 22-year-old Italian studying a Master in Strategic Public Relations in Sweden. Love: Italian espresso, my celtic harp, my pentacle, metal/rock/folk music, my mobile.

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