Ed eccoci qui al secondo riassunto del festival internazionale del giornalismo. Mentre attendo l’ennesima conferenza in inglese che, come una perfetta masochista, mi ostino a seguire senza traduzione xD

Allora, cominciato alla grande la scorsa mattina con un panel multilanguage dove mi sono trovata seduta di fianco a due finlandesi con il cartellino Press – settimo cielo! 🙂 Conversazione interessante tra gli ormai conosciuti Claudio Agosti e Giovanni Ziccardi, James Ball da The Guardian e Carola Frediani, co-fondatrice di effecinque.org, sul cyberattivismo e il leaking. Intanto ho imparato che “leak” significa “fuga di notizie”, che poi in sostanza è praticamente quello su cui si basa il giornalismo investigativo. Il dibattito si è incentrato principalmente sulla relazione tra il giornalista e le sue fonti, sull’affidabilità o meno che l’anonimato può garantire.

Ho molto apprezzato l’aneddoto di Ziccardi quando ha richiamato alla memoria l’inserto che si poteva staccare e inviare per denunciare anonimamente chiunque si pensava duplicasse illegalmente materiale, quando era uscita la legge penale in Italia. Un procedimento penale cominciato soltanto perché il vostro vicino vi rigava la macchina fa sorridere, soprattutto se si pensa ai tempi giuridici estremamente lunghi che abbiamo qui.

Ho seguito poi un incontro super interessante sull’eredità lasciataci dopo due anni dalla Primavera Araba, con Seyda Canepa, corrispondente della tv turca NTV, e Farian Sahari, di padre iraniano e madre italiana, professoressa di .. a Torino. La Turchia può essere il modello ideale di democrazia orientale che Egitto, Tunisia e tutti gli altri stati in rivoluzione dovrebbero seguire? La realtà del Medio Oriente è troppo complessa perché noi, “semplici” occidentali, possiamo capirla e comprenderla fino in fondo. Ci vogliono analisi che tengano conto del contesto, della geografia, della composizione religiosa – che è molto più sfaccettata rispetto a quello che crediamo, con conflitti tra sunniti e sciiti e minoranze cristiane ed ebraiche a volte anche molto consistenti. Spesso però questi elementi sono mancati nelle analisi occidentali, formulate dall’alto di una superiorità che non possediamo. Se, infatti, dopo le rivoluzioni, ben poco è cambiato nei paesi arabi soprattutto per quanto riguarda i diritti delle donne, almeno io direi che lì ci hanno provato! In Italia il reato di stupro è stato considerato reato contro la morale, e non contro la persona, fino al 1996… e per i diritti delle minoranze religiose? Se ho capito bene quello che ha detto Canepa – metto sempre il beneficio del dubbio per non essere troppo dura – pare che in Turchia siano vietati i simboli religiosi nelle scuole. Non so se questa cosa sia rispettata o meno, ma almeno la dice lunga sulla laicità dello stato. Pensiamo veramente noi italiani di essere un esempio, sottomessi come siamo alla maggioranza cattolica?

Breve pausa pranzo in un self-service e si ritorna al festival, con una stuzzicante intervista a Sarah Varetto, direttrice di Sky TG24 ad opera di Giuseppe Cruciani, nell’ambito del ciclo di incontri “Leader. Femminile singolare”. G.C.:”Ha dovuto sacrificare la sua vita privata da quando ha accettato il posto da direttrice?” S.V.: “Ho la vita sacrificata esattamente come ce l’avrebbe un uomo!” -applausi in sala xD. Credo che questo riassumi bene lo spirito e il carattere di questa donna – tra l’altro capricorno come me! Lui era parecchio provocatorio, ma lei era brava ad eludere spesso e volentieri le sue domande e richieste: che scontro tra titani!

A seguire, l’incontro in assoluto più stimolante di tutto il festival: “Convergenze pericolose. Giornalisti e comunicatori online un’unica professione?” con Luca Conti, alias Pandemia, come moderatore, Daniele Chieffi, giornalista e scrittore, autore di Working on web – libro appena comprato ma che sembra presentarsi come quello giusto da leggere per me in questi giorni -, la già vista Carola Frediani, Anna Masera, Social Media Editor de La Stampa, e Manuela Kron, direttore corporate affairs del Gruppo Nestlé. Il succo, riassunto da Chieffi, è che giornalisti e comunicatori utilizzano, sì, gli stessi strumenti online, ma cambia fondamentalmente l’obbiettivo che devono perseguire. I comunicatori comunicano, lo dice la parole stessa, e il loro compito é creare contenuti, rendere interessante la loro azienda o chi per lei, devono rendere appetibile il prodotto. Come saprà chi è nell’ ambito da più tempo di me, i giornalisti invece devono informare. E questa è una cosa completamente diversa. Anna Masera ha poi consigliato di utilizzare i Social Media con buon senso, trasparenza e correttezza: dobbiamo essere umani, sapendo però fino a che punto. E qui sorge il problema della maggior parte di giornalisti che usano i Social: la crisi di identità. Dove finisce l’istituzionalità e dove comincia la persona? È stato inoltre geniale l’utilizzo di Twitter per raccogliere domande dal pubblico suggerito da Conti, che, come sottolineato da qualcuno in un altro tweet, ha permesso di evitare gli annoying interventi dal pubblico da 7 minuti ciascuno. Questo ha visto anche l’inaspettata partecipazione, sempre via Twitter, di @Iddio, a perorare la causa dei laureati in lettere e filosofia. Chi l’avrebbe mai detto, che avrei respirato la stessa aria di gente cotanto importante? 😄

In conclusione, ieri è stata la giornata in cui, per me, Twitter ha fatto da padrone. Forse per la prima volta – e a questo punto non so se sto entrando nella fascia “too personal” – qualcuno mi ha ritweettato, e da lì qualcuno che non conoscevo ha cominciato a seguirmi, e io ho potuto vedere il mio tweet viaggiare attraverso la rete di profilo in profilo! Potete immaginare la mia emozione, è stata la prima volta che ho visto il sito di microblogging in azione xD il mio capo dovrebbe essere orgoglioso di me, ora ho un pò di conoscenza e di idee in più su come sfruttarlo a nostro vantaggio, visto che per ora mi limitavo a Facebook per carenza personale >.< Forse però é esagerato chiedere un rimborso considerandolo un corso di aggiornamento professionale, vero? 😄

Appuntamento a domani, con il riassunto della terza giornata! 😉

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Informazioni su Alba Chiara

I'm Alba Chiara Di Bari, a 22-year-old Italian studying a Master in Strategic Public Relations in Sweden. Love: Italian espresso, my celtic harp, my pentacle, metal/rock/folk music, my mobile.

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