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Se c’è un libro che può farvi ritrovare fiducia in voi stessi, ammesso che siate nati tra gli anni ’80 e i 2000, questo è “Net Generation” di Don Tapscott. Almeno, questo è esattamente l’effetto che ha fatto a me. Ammetto di essere una che si emoziona facilmente quando trova dei libri che sembrano leggermi nella mente, e questo è uno di loro, ma obbiettivamente si tratta di un’analisi interessante sulla gioventù di oggi.

La Net Generation, o Millennial Generation, o Generazione Y, comunque voi la sentiate nominare, comprende i primi ragazzi cresciuti nell’era digitale, quelli che non si staccano mai dal loro cellulare, quasi fosse un’estensione naturale delle loro dita, che messaggiano 24 ore su 24 e non lo spengono nemmeno di notte, quelli che usano SmartPhone e iPad, che scaricano musica illegalmente mandando in crisi le etichette discografiche, che fanno del loro profilo Facebook, Twitter o Google+ la loro seconda casa… Sono i giovani di oggi, la gioventù tanto denigrata dalla classe più anziana, quelli apatici e poco interessati alla politica, quelli viziati che tornano a vivere con i propri genitori una volta finita l’università, quelli che pretendono di avere tutti i lussi e i vantaggi anche a lavoro, quelli violenti che molestano online i propri amici… Ma sarà davvero così? Spesso si dice che il diavolo non è così brutto come lo si dipinge, e forse nemmeno la nostra generazione.

Don Tapscott, in questo libro, che vuole essere il sunto di una ricerca svolta sulla nuova generazione americana, descrive attentamente tutti gli aspetti, positivi e negativi, dei giovani di oggi, portando i dati a sostegno delle sue teorie. Descrive come Internet abbia cambiato il loro modo di vivere e di pensare, e allo stesso modo come loro stiano cambiando il mondo digitale, per adattarlo alle loro vite e ai loro pensieri. Mostra come siano cambiati l’economia, la politica, persino la famiglia, con l’arrivo di questi ragazzi che ormai vivono in un mondo fatto sia di atomi che di bit, cosa impossibile prima dell’arrivo della grande Rete. Ci parla dei loro pensieri riguardo le nuove possibilità di democrazia introdotte da un utilizzo impegnato dei Social e dal primo esperimento durante la campagna elettorale di Obama. Spiega su cosa gli uffici marketing delle aziende di oggi devono puntare se vogliono colpire questi nuovi “producer” e portarli dalla loro. E ci invoglia a credere in questa nuova generazione, figlia di Internet e di una nuova mentalità collaborativa e più tollerante. Siete pronti a crederci anche voi?

“Venite madri e padri
Da ogni parte del Paese
E non criticate
Quello che non potete capire
I vostri figli e le vostre figlie
Sono al dì la dei vostri comandi
La vostra vecchia strada
Sta rapidamente invecchiando.
Per favore andate via dalla nuova
Se non potete dare una mano
Perché i tempi stanno cambiando.”
Bob Dylan – The times they are a-changin’

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Informazioni su Alba Chiara

I'm Alba Chiara Di Bari, a 22-year-old Italian studying a Master in Strategic Public Relations in Sweden. Love: Italian espresso, my celtic harp, my pentacle, metal/rock/folk music, my mobile.

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