Per certe cose, c’è davvero da dirlo, il Giappone è sempre un passo avanti. E guarda caso, anche una delle ultime novità riguardo il viral marketing arriva proprio da lì. “Tira più un pelo di fi- che un carro di buoi”, dicevano. E quanto avevano ragione!

I responsabili di Japanese PR lo hanno capito bene, e hanno deciso di piazzare le loro pubblicità nel posto dove erano sicuri che tutti avrebbero guardato: sulle cosce delle ragazze! Andiamo, andiamo, adesso non fate i santarellini, uomini! Sappiamo tutti che quando vi trovate davanti ad una giapponesina vestita in stile lolita non sapete resistere e il vostro occhi cade – oh! – improvvisamente verso quel lembo di pelle che si intravede tra la minigonna e i collant portati fino al ginocchio.

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E proprio qui, nel Zettai Ryouiki, “Territorio Assoluto”, come lo chiamano loro, l’agenzia giapponese propone alle ragazze maggiorenni di tatuarsi, in modo non indelebile, ovviamente, la pubblicità di un marchio a scelta, dietro un compenso che può andare dai 13 ai 128 dollari al giorno. Tutto quello che le ragazze devono fare è andare in giro per qualche ora al giorno con una minigonna e poi postare le foto su Facebook e Twitter per dimostrare di aver tenuto fede all’accordo. Nonostante prevedo che le donne che stanno leggendo quest’articolo siano a questo punto abbastanza scettiche, sappiate che appena l’idea è stata lanciate le adesioni sono state 1300 in un solo mese!

E dopo chi si tatua i brand sulle braccia, dopo chi affitta la propria capigliatura per 50 dollari a settimana, ora anche le teenager giapponesi che sfruttano la malizia degli uomini per avere guadagni facili. Bè, noi donne stiamo solo aspettando che i bei “manzi” mettano a disposizione il loro lato B o i loro pettoriali! 😉

Tutta la faccenda potrebbe comunque sollevare una serie di perplessità. Si tratta di mercificazione del corpo? Di certo la società occidentale non dovrebbe scandalizzarsi più di tanto, visto quello che si vede soprattutto nei nostri programmi televisivi. E l’utilizzo del corpo delle donne, magari in pose osè o volontariamente ambigue, non è certo una novità per le nostre agenzie pubblicitarie.

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Se devo dire la verità, tuttavia, io preferirei di gran lunga affittare una mia coscia – ovviamente nel caso in cui la mia coscia valga la pena xD – guadagnando qualche soldino extra, piuttosto che girare per la città e trovarmi davanti a scandalose pubblicità come era quella della Relish qualche anno fa, decisamente molto più offensiva, a mio parere.

Comunque, detto questo, vi lascio un ultimo consiglio. Nel caso che qualcuna di voi abbia intenzione di provare questa nuova tattica di viral marketing, sappiate che le proporzioni da rispettare per avere un perfetto Zettai Ryouiki sono 4:1:2,5 tra calza, pelle scoperta e minigonna. Mi raccomando, eh! 😉

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Informazioni su Alba Chiara

I'm Alba Chiara Di Bari, a 22-year-old Italian studying a Master in Strategic Public Relations in Sweden. Love: Italian espresso, my celtic harp, my pentacle, metal/rock/folk music, my mobile.

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