Fa discutere la nuova campagna pubblicitaria firmata Fiorucci, uscita il giorno dopo le elezioni con un spot in TV di 90″, in stile “mockumentary”, ovvero falso documentario. Avvalendosi della regia di Nico Perez Vega, un talento argentino pluri-premiato a Cannes, la McCann WordGroup si è orientata su uno dei temi più caldi per quanto riguarda l’Italia in questo periodo – la corruzione – per rilanciare il famoso brand produttore di salumi. Il team creativo ha, infatti, pensato bene di collegare questa ferita aperta con uno dei più grandi vanti italiani – il cibo -, e così nasce una vera e propria campagna che si prefigge di mettere a nudo i vari scandali che hanno sommerso la politica italiana soprattutto negli ultimi mesi, scandali pagati a suon di mortadella e fette di salame. E l’opinione pubblica si divide.

Apparte l’ottimo utilizzo degli strumenti comunicativi, che ha visto la campagna lanciata non solo in TV, ma contemporaneamente anche su Facebook, Twitter e Tumblr, devo dire che anche io, quando mi sono trovata davanti l’ad sulla home page di YouTube sono rimasta un attimo spiazzata.
“Tutti mangiano. Alcuni più degli altri. Oggi l’Italia è tra i paesi più corrotti d’Europa. Scopri perchè.”
Questo lo slogan che mi è apparso davanti agli occhi. Da nessuna parte si poteva vedere un marchio, solo il nome del sito, http://www.potereesalumi.it. Lì per lì all’inizio ho pensato a un’interessante campagna no-profit, o qualcosa del genere, così ho premuto play. Una sorta di reportage su arresti, scandali, corruzioni, soffiate e investigazioni su vari presunti politici comprati con delle fette di prosciutto. Innovativa come idea, pensavo. Ma volevo vedere dove volesse andare a parare. Ma quando alla fine del video, un magistrato ha detto: “E’ un dovere della giustizia assicurare una democratica redistribuzione di questa prelibatezza. Il sapore di Fiorucci è un diritto di tutti”, giuro, mi sono cadute le braccia.

Va bene dover puntare sull’attualità, va bene cercare di attirare il pubblico, va bene che lo scopo dei pubblicitari è quello di focalizzare l’attenzione e portare l’utente a indagare, cliccare, restare su quelle pagine… ma andiamo! Veramente la pubblicità vale così tanto? Veramente il bisogno di vendere ha superato persino la pubblica decenza?
Che futuro può avere un paese dove il governo è caduto 2 volte negli ultimi 6 anni, che è appena uscito da un governo tecnico con un problema serio di ingovernabilità, dove i politici fanno quello che gli pare purchè restino sulle poltrone, dove c’è ancora gente che continua a votare chi ci sta trascinando nel baratro, e in cui, invece di condannare la corruzione, se ne fa uno spot pubblicitario per riderci su?

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Secondo me, quelli di Fiorucci, hanno poco da dire che “non c’è niente da ridere, c’è da riflettere”. Il loro spot non fa riflettere, a mio parere, fa solo tanta vergogna. Come se non ci fossero già abbastanza motivi per non dire all’estero che si è italiani. Già non è bello sentirsi dire “Ah, Italia: pizza, mafia, Berlusconi!”. Adesso cosa uscirà fuori? “Ah, Italia, prosciutti, corruzione!” ?!?
Come dicevo l’altro giorno sentendo i risultati delle elezioni: “Io non mi vergogno del mio paese, sono gli altri che me ne fanno vergognare.” E questa campagna pubblicitaria, per quanto possa essere riuscita, per me è oltre l’etica. E’ oltre la decenza. Passatemi il termine, ma il nostro paese sta andando a puttane. Non c’è nessun bisogno di accellerare il declino.
Voi cosa ne pensate?

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Informazioni su Alba Chiara

I'm Alba Chiara Di Bari, a 22-year-old Italian studying a Master in Strategic Public Relations in Sweden. Love: Italian espresso, my celtic harp, my pentacle, metal/rock/folk music, my mobile.

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  1. Kiitos ha detto:

    La pubblicità è un mezzo tramite il quale si comunica con il mondo intero.
    Io credo di si, ha abbastanza valore, forse anche più di quei livelli.
    In passato sono state fatte pubblicità peggiori, ed in fondo ormai è rimasto soltanto del sarcasmo e dell’ironia da poter fare in questo paese, nient’altro.
    Il problema non è “quello che pensano all’estero dell’Italia”, sono gli italiani, se proprio si vuole trovare un capro espiatorio o semplicemente affrontare la verità e dire le cose come stanno, trovare il “colpevole” di tutto questo, non c’è che da guardarsi allo specchio.
    La gente ha paura, altri sono pigri e pur lamentandosi giorno dopo giorno non hanno intenzione di cambiare le cose.
    Sin dal passato l’Italia si è sempre comportata da “Paese di buffoni”, dalle mie parti si dice “fatti a nomina e bo cucchiti”, significa letteralmente “Fatti la nomina e vai a dormire/puoi dormire”.
    Riguardo ciò che pensa l’estero dell’Italia, dipende proprio dalla nomina che quest’ultima si è fatta.
    Inoltre c’è anche molta ignoranza in questo paese…
    Molto tempo fa parlavo di questo argomento con determinate persone, mi rispondevano “E se ci fermiamo tutti, se proviamo a combattere come dici tu ma senza alcun risultato, chi darà da mangiare alla mia famiglia? Io devo lavorare e portare a casa il pane…”
    E il paradosso sarà che, di questo passo, si arriverà ad una rivolta italiana proprio per il cibo, dove la violenza da parte degli stessi “civili” prevarrà.
    Non biasimo tutte le persone che sono andate all’estero trovando un futuro migliore, perché è vero che bisogna combattere e sperare sempre e comunque, ma combattere contro i mulini a vento e/o cause perse in partenza, non fa di noi dei “salvatori d’Italia” né ci farà cambiare il presente/futuro.

    • Alba ha detto:

      Sul fatto che l’Italia si è sempre comportata come un “Paese di buffoni”, e che la sua nomina all’estero dipende da questo, sono d’accordo con te. La reputazione, di una persona come di un paese, si costruisce in anni e si distrugge in pochi secondi. Non sarà certo una pubblicità in più o in meno a cambiare la situazione, e hai ragione, se c’è da biasimare qualcuno, basta guardarsi allo specchio. Ma nonostante questa situazione deplorevole, che sia colpa della classe politica peggiore d’Europa, o dell’indolenza e dell’ignoranza del popolo italiano, per me ci sono ancora dei valori su cui non si può scherzare, come la giustizia in un paese, soprattutto se è il mio.
      La corruzione non è soltanto un problema della classe politica, io la vedo come un vero e proprio insulto ai cittadini, e vederci la pubblicità riderci su come fosse il “brava Giovanna, brava” del momento mi urta terribilmente. E ti parlo da laureanda che ha deciso di andare all’estero appena possibile perché non vede un futuro per sé qui. Forse speravo ancora che la generazione più giovane si potesse risvegliare, che potesse fare qualcosa di concreto per cambiare questa situazione, ma trovarmi davanti questo spot dopo delle elezioni che rischiano di portare per l’ennesima volta all’ingovernabilità, no, è stato troppo.

      Ps. Considerando poi che Trasparency International ci ha messo al 72° posto nella classifica mondiale della corruzione, dopo Brasile, Cuba, Turchia, Sud Africa… Non ci stiamo facendo per niente una bella pubblicità, no.
      http://www.transparency.org/cpi2012/results

      • Kiitos ha detto:

        Ok, non prendere male ciò che ti dico adesso, è ciò che penso, ma vorrei capire meglio il tuo pensiero…
        Hai detto “Forse speravo ancora che la generazione più giovane si potesse risvegliare”
        Perdonami ma… Della generazione più giovane non ne fai parte anche tu?
        Io penso che continuare a parlare quotidianamente di questo argomento, che ormai è abbastanza vecchio di qualche anno, sia inutile, ed invece sarebbe utile fare qualcosa di concreto passando ai fatti.
        Una persona, poco tempo fa, mi ha insegnato che pensare troppo (come di solito tendo a fare) non fa sempre bene, e che a volte bisogna agire perché non si va avanti solo con le parole, ma servono anche i fatti.
        La cosa buffa è che proprio lei ha sempre paura di agire, ma dandomi quella lezione di vita ha dimostrato di avere del potenziale per poter migliorare questa società.
        Apparentemente sembra poco, quasi niente, ma se osservi attentamente puoi notare a poco a poco un miglioramento che non ti saresti mai aspettato/a…
        Idee per migliorare questa società sono tante, prima di tutto però bisogna porsi una domanda…
        Chi deve migliorare l’Italia?
        Beh, la risposta è semplice, ed è il popolo, siamo tutti noi.
        E’ come una catena, come un percorso di vita che va fatto sin dalla nascita.
        Si inizia con l’essere educati dalla propria famiglia, di conseguenza la scuola e così via.
        I problemi vanno risolti alla radice, e la famiglia e la scuola sono la base della formazione di quelle persone che un giorno andranno a votare e pretenderanno i propri diritti per ottenere un futuro migliore.
        Riguardo quella pubblicità hai detto “è stato troppo”…
        Mah, come dicevo prima, in passato hanno fatto anche di peggio, è ovvio che poi “occhio non vede, cuore non duole”, nel senso che se per te quella pubblicità è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, credo sia normale.
        Riguardo la corruzione penso sia un discorso ancora più ampio di questo, bisogna considerare molti fattori su quell’argomento e non si può parlare troppo in generale dicendo soltanto “sono tutti corrotti”.
        Comunque sia, sperare fa bene, combattere per i propri ideali e per il proprio futuro anche, gli stessi professori in passato mi dicevano “Se avete anche una possibilità di andare all’estero per crearvi una nuova vita andate, perché fate bene”.
        Anch’io spero di andarmene al più presto. Certo, “lasciare” tutte le proprie conoscenze non è facile, soprattutto persone a cui vuoi davvero bene, ma come dice papà Castoro “Questa è un’altra storia”

      • Alba ha detto:

        Bè, ovviamente faccio parte anche io della generazione più giovane, ma sai, io la mia parte ho cercato di farla. Sono tornata a casa mia a votare, ho spinto tutti quelli che conoscevo a farlo, ho fatto parte per un certo periodo dell’Unione degli Universitari per tentare di smuovere qualcosa… Ma mi sono spesso e volentieri trovata a sbattere contro il muro, contro gente che continua a dire “Tanto non cambierà mai nulla”, e vedere ragazzi di 20 anni dire così, ti butta terribilmente giù.
        Sono d’accordo con tutte le parole che hai detto, il percorso comincia dall’infanzia, dalla famiglia, dalla scuola. Nel mio percorso scolastico ho incontrato per mia fortuna tanti professori che spingevano i propri alunni a volere di più, a sperare di più, e anche ad andare all’estero, sì, e magari poi ritornare qui, un giorno, e cercare di cambiare l’Italia in meglio, nel nostro piccolo.
        Io sono stata già all’estero, ho fatto l’Erasmus in Finlandia, e ti dico, vedere come è organizzata lì l’istruzione mi ha spiazzata. L’università è gratuita, tanto per cominciare. Le tasse che noi paghiamo tutti gli anni lì vengono automaticamente pagate da tutte le famiglie come “tassa sull’istruzione”, e questo spinge molti ragazzi a tentare di continuare il proprio percorso di studi, mentre qui, le alte tasse che siamo costretti a pagare da universitari spesso costringono ragazzi che vorrebbero continuare a fermarsi perché non sono in grado di mantenersi, buttando nel cesso potenziali cervelli. Tutte le scuole, in Finlandia, sono gratuite, come i libri di testo, i pasti e il trasporto per raggiungerle. Può sembrare una stupidata, ma, come hai detto tu, è da questo che si parte. E in Italia cosa fanno? Tagliano i fondi alle scuole e alle ricerche. Per comprarsi delle “calze di ordinanza” e andare a fare shopping con le auto blu. No, non sto dicendo che “sono tutti corrotti”, sarebbe una generalizzazione inutile e offensiva. Però alcuni fatti parlano.
        Insomma, inutile continuare a discutere, bisogna fare qualcosa, è evidente. Forse però hai ragione tu, forse davvero ci sono dei piccoli miglioramenti che non riesco a vedere. Obbiettivamente alle ultime elezioni è emerso un nuovo forte partito a spezzare il panorama bipolare che abbiamo avuto fino ad oggi. Non so se è un miglioramento, è un cambiamento, questo sì. Non ci resta che sperare ora, no?

  2. Kiitos ha detto:

    Deduco da quella domanda, allora, di averti portato qualche speranza!
    Per chi vuole ancora il cambiamento nel nostro paese, si, strano ma vero bisogna ancora sperare e fare del proprio meglio, anche se molte persone potranno dirti “Non c’è più niente da fare”.
    Magari, chissà, usando anche qualcosa di semplice come “Passa il favore” tratto dal libro “La formula del cuore” si può iniziare a migliorare questa società.
    Bisogna seguire i propri ideali.

    • Alba ha detto:

      WordPress non mi fa mettere “mi piace” alla tua risposta, ma sì, è quello che penso. 🙂
      Ho visto il film di quel libro, “Un sogno per domani”, e ho sempre pensato che sarebbe stato fantastico poterlo applicare davvero alla realtà.
      Non arrendiamoci! 😉

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