Vi avevo promesso una nuova sezione, ed eccola qua: parliamo di cinema!
Spesso e volentieri si ricollegano i film alle più diverse tematiche, che siano esse filosofiche o meno, e tutti sembrano in questo modo bypassare la loro dimensione più importante, quella dialogica. I film, infatti, possono benissimo essere usati per spiegare processi e modalità comunicative, come quelle di tutti i giorni, delle quali non sempre siamo coscienti. Fortuna che ci sono io a supplire a questa lacuna! – eh! – 😉

Oggi parliamo di Thank You For Smoking, un film del 2005 diretto da Jason Reitman e basato sull’omonimo romanzo di Christopher Buckley. Il film è una classica commedia americana, girata su un vero e proprio tabù del nuovo mondo: il fumo.

thank-you-for-smokingProtagonista è un lobbista della Big Tobacco, Nick Naylor, arguto ed efficace oratore, disprezzato dai più ma adorato dal figlio e dai suoi amici, i famigerati Mercanti Di Morte, Polly e Bobby J., anche loro impiegati a promuovere rispettivamente alcol e armi da fuoco. Tutta la vicenda gira intorno alla controversa proposta del senatore Ortolan Finistirre di apporre il simbolo “teschio e tibia” sui pacchetti di sigarette, per indicare la loro pericolosità mortale.

Cosa centra tutto questo con la comunicazione? E’ presto detto. Durante tutto il film ci sono diversi dialoghi provocatori ed intelligenti, come quello in cui padre e figlio discutono se sia più buono il cioccolato o la vaniglia, il momento in cui la maestra assegna al piccolo Joey un tema sul “perchè il governo americano è il migliore del mondo”, o il discorso per corrompere l’uomo Malboro. In tutti c’è un enorme utilizzo di fallacie, come quelle che usiamo tutti i giorni e non ce ne accorgiamo. Sono ragionamenti che sembrano accettabili ma in realtà non lo sono, e Nick Naylor, scaltro, smaliziato e sfrontato, li sa usare veramente tutti. Un uomo pienamente consapevole che “se argomenti in modo giusto non hai mai torto”, e d’altronde, “se ce la fai con il fumo, ce la fai con tutto”. Lo scambio di botta e risposta comincia fin dalla prima scena, che si apre su un talk show, fino a concludersi con l’episodio finale del confronto diretto con tra il lobbista e il senatore: chi vincerà? Tutto sta nel vedere se attecchisce di più un argomento “giusto” o un argomento “persuasivo”. Della serie, il fumo fa male, ma le parole ancor di più! 😉

Non vi voglio dire altro, spero di avervi fatto venire almeno la curiosità di vederlo. E se, una volta visto, vorrete fare le vostre osservazioni, bè, io sono sempre qui!
Alla prossima! 😉

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Informazioni su Alba Chiara

I'm Alba Chiara Di Bari, a 22-year-old Italian studying a Master in Strategic Public Relations in Sweden. Love: Italian espresso, my celtic harp, my pentacle, metal/rock/folk music, my mobile.

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