Salve a tutti e bentornata a me!
A causa di impegni universitari per la laurea vicina – burocrazia permettendo, s’intende – ho a lungo trascurato questo blog, e abbandonato voi, poveri giovani assetati di informazioni – o così si suppone -, allo sbando. Vi chiedo scusa dal più profondo del mio cuore, promettendovi che tenterò ancora una volta di tener fede alle mie parole e di aggiornarvi più frequentemente sulle mie avventure, sperando che nel frattempo la vostra fiducia non si sia affievolita. Se così fosse, è evidente che sono un’incapace nel gestire le crisi, e che dunque l’incontro al quale ho partecipato oggi dovrebbe essere soltanto il primo di una lunga serie.

Mi spiego meglio. A Padova, in questi giorni, si sta tenendo un laboratorio organizzato da Uniferpi, sezione studentesca di Ferpi – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana – che, per chi non lo sapesse, rappresenta e raccoglie tutti i professionisti del settore in ambito italiano, appunto. Si tratta di un ciclo di quattro incontri denominato “In viaggio per la professione”, che ormai per il quinto anno consecutivo, in collaborazione con la laurea magistrale in Strategie di comunicazione e Ferpi Triveneto, dà ad alcuni studenti la possibilità di avvicinarsi al mondo del lavoro relazionandosi fin dagli anni accademici con dei professionisti.
Ogni volta che partecipo ad incontri di questo genere mi rendo conto di quanto io non sia soltanto una visionaria, o almeno, di quanto io non sia l’unica. L’Italia, anche se non si direbbe, pullula di gente che si rende conto dell’importanza della comunicazione, che si prodiga per farlo capire alle generazioni precedenti e per spianare la strada a quelle future. Ne abbiamo parlato con Elisabetta Pavan, professoressa della Ca’ Foscari di Venezia, che ci ha intrattenuto con una lezione sulla Comunicazione Interculturale, e ne abbiamo discusso soprattutto con Giampietro Vecchiato, professore dell’università di Padova, Luca Poma, del Ministero degli Esteri, ed Enrico Finucci nell’ambito della Crisis Communication. Insomma, come non restarne esaltati, quando i tuoi sogni e i tuoi pensieri sono perfettamente condivisi da esperti di questo calibro?

Se dovessi dire una sola cosa che mi è rimasta del primo incontro, come si augurava tanto la professoressa Pavan, parlerei dell’influenza della cultura nella lingua, di come valori diversi portino anche a comunicazioni differenti, di come il concetto stesso di colazione sia diverso in Italia o in Inghilterra. Ricorderei a tutti che circa l’80% della comunicazione è non verbale, e che quando questa e quella verbale sono in contrasto, tendiamo a credere di più alla prima – il famoso sesto senso. E sottolinerei che una delle principali barriere alla comunicazione è l’ansia, che fa concentrare troppo su sè stessi e non fa prestare attenzione al contesto, rendendoci meno reattivi.
Pensando invece all’incontro di oggi, sulla Crisis Communication, mi viene in mente il ruolo dei comunicatori, quello di saper gestire e comunicare la crisi stessa, che esiste in ogni relazione, in ogni rapporto, in ogni azienda. Ma crisi non vuol dire solo “minaccia”, “pericolo”, ma anche “opportunità”, ed è proprio l’opportunità del cambiamento e di imparare dagli errori quello che le aziende, come anche le istituzioni, dovrebbero imparare. Concetti chiave sono il sapersi prendere le proprie responsabilità, l’individuare un solo referente per la crisi e allo stesso tempo informare tutti gli interlocutori della situazione, non polemizzare con i media, ma soprattutto saper chiedere scusa.

Ma questi solo solo alcuni degli argomenti trattati durante questi incontri, e ce ne aspettano altri due. Non vedo l’ora! Senza contare che gli organizzatori di Uniferpi hanno deciso di rendere il tutto più interattivo creando un tamtam su Twitter e su Facebook per dare la possibilità a chi non è presente di seguire comunque le conferenze in diretta. Bè, se non è comunicazione questa…!
Che dire, un ritorno col botto e con tanta speranza per il futuro che, visto l’avvicinarsi della fine, non guasta mai! 😉
Appuntamento alla prossima, con altri tips dal mondo della comunicazione 🙂

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Informazioni su Alba Chiara

I'm Alba Chiara Di Bari, a 22-year-old Italian studying a Master in Strategic Public Relations in Sweden. Love: Italian espresso, my celtic harp, my pentacle, metal/rock/folk music, my mobile.

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