E dopo l’ennesima litigata rovina-fegato-e-stomaco con le mie coinquiline, ho finalmente deciso di prenderla con filosofia. Combinando quello che ho appreso al seminario su Università e Lavoro al quale ho partecipato la settimana scorsa, ho deciso che tutto questo litigare, discutere e non comprendersi mi tornerà utile nel mio curriculum. Certo! Perché quando ai colloqui mi chiederanno se sono capace di gestire conflitti, se riesco a comunicare con persone che hanno un punto di vista diverso dal mio, se riesco a risolvere i problemi di comunicazione e di collaborazione, bè, porterò l’esempio di questi tre anni d’inferno passati con gente che ha i paraocchi e per la quale esiste solo il suo modo di vedere e nient’altro, loro sono i normali e tutti gli altri sono “strani”.

In fondo basta trovare il lato positivo, no? Mi sto facendo i muscoli per quando entrerò nel mondo del lavoro, e credo veramente che nessun collega o gruppo potrà essere peggio di quelle persone con cui vivo ora, per la loro chiusura mentale e mancanza di collaborazione. Orgogliosa di averci saputo convivere per tre anni, ma non vedo l’ora che finiscano.

Pensate quanto può essere terribile per una comunicatrice vivere con gente che aborrisce la comunicazione! Se da una parte si cerca sempre di spronare la gente a parlare dei problemi, a dirsi le cose in faccia e a chiarirsi attraverso discussioni sì critiche, ma anche e soprattutto costruttive e collaborative, dall’altra ci si trova di fronte persone abituate a dominare la discussione, che non concepiscono l’esistenza di altri mondi oltre il loro e che non sono disposte a rivedere la loro posizione in barba a qualunque legge del buon senso. E così ci si ritrova, per esempio, a pagare le bollette nonostante si sia in Erasmus per 5 mesi e quindi non si usufruisca di nessun servizio.

Ma poi arrivano i momenti in cui anche la comunicatrice si stanca e decide di abbassarsi al loro livello, aborrendo anche lei ogni forma di comunicazione orale, che sembrava essere stata eliminata dall’arrivo di una lavagnetta bianca in cucina. Ma cosa succede? Quando la comunicatrice scrive bigliettini per denunciare qualche malfunzionamento, ecco che viene bollata come “bambina da asilo”. E quando le suddette usavano la bacheca per scrivere le cose da fare e non fare, chiamandole “regole di buon’educazione”, cos’era? Coerenza: lo stai facendo proprio bene.

Per concludere, miei cari futuri comunicatori, non mollate! Il mondo è pieno di gente che odia comunicare, la nostra sfida è quella di farle ricredere e batterle con la nostra intelligenza e capacità discorsiva e argomentativa. Usate tutto quello che imparate a lezione o a lavoro anche nella vita privata. Io credo in un mondo migliore fondato sulla comunicazione: verrà un giorno in cui questi esseri che si rifiutano di utilizzare il cervello per ragionare avranno la peggio, ed allora il mondo sarà dominato da gente che preferisce parlare e discutere costruttivamente.

Lunga vita alla comunicazione! 😀

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Informazioni su Alba Chiara

I'm Alba Chiara Di Bari, a 22-year-old Italian studying a Master in Strategic Public Relations in Sweden. Love: Italian espresso, my celtic harp, my pentacle, metal/rock/folk music, my mobile.

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