Lo so, vi sto scocciando troppo con questa storia del corso di teoria dell’argomentazione, ma che posso farci? Mi entusiasma! 😀

Secondo compito: scrivere un encomio, o una lode, che dir si voglia, di un personaggio cattivo indifendibile, alla stregua di quello scritto da Gorgia per Elena (sì, proprio quella di Troia).

Mi interrogavo, dunque, su chi avrei potuto scriverlo mentre oggi, all’ora di pranzo, sbucciavo una cipolla per fare il sugo, quando, all’improvviso, questa mi attacca. Sì, proprio così, mi attacca. E così ho pensato, perché scrivere qualcosa per difendere un cattivo e non per accusare un innocente? In fondo, è la stessa cosa: si tratta sempre di saggiare la forza delle parole per influenzare una platea. Così, ho deciso di scrivere un dis-encomio della cipolla.

Avete mai pensato che la cipolla è tra i vegetali più crudeli? No, dai, senza ridere, rifletteteci. La cipolla è un ortaggio che, da biologicamente morto, attacca chiunque cerchi di fare qualcosa di buono con lei, come appunto insaporire il sugo di un’innocente pastasciutta. Senza riguardo per chi tenta di sbucciarla, già magari pregustando quel suo particolare sapore che aggiunge quel pizzico di particolarità a molti piatti, la cipolla sprigiona una serie di tossine che portano l’essere umano in questione a lacrimare. A piangere! E quand’è che l’essere umano piange, di solito? Quando è triste per qualcosa o prova dolore. Insomma, la cipolla porta chi la sbuccia a provare compassione per lei, a sentire dolore come in una sorta di empatia forzata, dato che ufficialmente non è più una creatura vivente, e che quindi comunque non c’è più niente che l’uomo possa fare per ridarle la vita. È vera e propria violenza psicologica! Non trovate che sia terribile? Possiamo essere controllati da un vegetale!

Immagino che questa sia una rivelazione spaventosa per coloro convinti che l’essere umano sia superiore al resto delle creature viventi. E invece, guarda un po’, non è così! Esiste la cipolla che, nonostante le sue piccole dimensioni, nonostante la sua apparente impotenza nelle mani di un uomo armato, riesce comunque a vendicarsi del male necessario che, in nome della famosa legge di Darwin sulla sopravvivenza, le viene inferto. Chi si crede di essere, questo stupido ortaggio, per tentare di controvertere una legge biologica? Con quale arroganza e presunzione si ostina inutilmente a fare del male a chi invece vuole soltanto assecondare un suo bisogno primario, e cioè quello di mangiare? Perché mai attaccare in modo così disonesto un essere umano nel suo momento più indifeso, cioè l’ora di pranzo? Non ci sono scuse e non ci sono parole. Credo fermamente che non esista cosa più spregevole e sleale. Considerando, tra l’altro, che in decenni, secoli, che ancora persevera nel vendicarsi ingiustamente (tra l’altro colpendo molto spesso chi è colpevole soltanto di averla comprata in un supermercato, e non quindi di averle tolto la vita), nulla è cambiato. Non è pura malvagità, questa? Violenza gratuita che non porta da nessuna parte? Fare del male per il semplice gusto di avere una pallida soddisfazione nel veder soffrire gli altri?

Non ci sono dubbi, signore e signori: la cipolla è il vegetale più spregevole che possa esistere sulla Terra. E, nell’indifferenza più totale di tutti (cosa ancora più spaventosa), continua la sua missione di violenza psicologica sull’essere umano, demotivando e scoraggiando chi vuole semplicemente cucinarsi un piatto di pasta al sugo. Noi dobbiamo dire basta a questo sopruso! Uniamoci in una protesta unanime contro quest’ortaggio miserabile e combattiamolo! Noi abbiamo il potere, noi possiamo farlo!

Addio, crudele cipolla. I giorni in cui esercitavi il tuo predominio sulla mente e sul corpo dell’essere umano stanno ormai per finire.

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Informazioni su Alba Chiara

I'm Alba Chiara Di Bari, a 22-year-old Italian studying a Master in Strategic Public Relations in Sweden. Love: Italian espresso, my celtic harp, my pentacle, metal/rock/folk music, my mobile.

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