Ieri ho frequentato la mia prima lezione dell’anno accademico: Teoria dell’argomentazione.

A discapito del titolo, che sembra estremamente palloso, sono contenta di aver dato un’occhiata, forse per sbaglio, al programma, e aver scelto di seguirlo. Anzi, ancora mi chiedo come mai questo non sia tra gli esami obbligatori del corso di Comunicazione e sia invece inserito nel programma di Scienze dell’Educazione. Andiamo! Un corso su cosa fare e cosa dire per smontare i discorsi persuasivi ma non validi, e per rendere quelli validi persuasivi a loro volta… Ma forse è perchè spesso, purtroppo, quando magari si pensa ai comunicatori oggi non si pensa che debbano fare del bene, ma che principalmente debbano ingannare (vedi: pubblicità e/o politici).

Anzi, proprio a proposito di politici, mentre seguivo sempre più entusiasmata la spiegazione del professore, mi è venuta in mente un’immagine pubblicata giorni fa su Facebook da un altro mio professore, riguardante alcune risposte date da un politico su twitter ad un paio di followers.

E così ho pensato che è proprio vero, in Italia abbiamo così pochi argomentatori, gente cioè che si serve della retorica nel senso buono, per rendere più appetibili i discorsi validi logicamente. La nostra politica è dominata da gente molto brava nell’altro senso, invece, a rendere i discorsi insulsi persuasivi e fare in modo che la massa li segua. E’ sempre questa la soluzione più semplice per la massa, infatti: fidarsi delle parole degli altri, del discorso che sembra più convincente, senza controllare le basi logiche dell’argomentazione. E tra l’altro, vista la situazione, pare che i politici ci siano riusciti perfettamente: infatti, se interrogati su questioni particolari tendono a vagheggiare, deviare il discorso, attaccare la tesi dell’avversario senza una vera  e propria antitesi, e così via. I loro discorsi sono vuoti, privi di qualunque motivazione dimostrabile, basati soltanto su temi caldi in grado di accendere l’ira o l’indignazione della massa e niente più. Divertitevi a seguire i talk show come Ballarò e ascoltate attentamente le risposte di alcuni di loro…

Per contrastare questa tendenza, non solo della politica, ma anche della televisione, e della comunicazione in generale, sono d’accordo con il mio professore: abbiamo bisogno di più argomentatori, perchè “i buoni devono stare attenti ai bravi“. Non basta avere un’idea buona e giusta, non basta patteggiare per la pace nel mondo, bisogna anche renderla appetibile alla massa in generale, altrimenti continuerà a trionfare la soluzione più semplice: la guerra. (Ovviamente è un esempio estremo e puramente illustrativo xD) Per far questo, dunque, dobbiamo servirci della retorica non come semplice “ornamento”, come viene considerata spesso, ma come vera e propria “arma” a nostro favore, che ci permette di difenderci attivamente e di combattere contro le mistificazioni create dai discorsi persuasivi.

Quindi, comunicatori, cominciate a considerare la retorica una vostra alleata e potrete battere il nemico con le sue stesse armi! 😉

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Informazioni su Alba Chiara

I'm Alba Chiara Di Bari, a 22-year-old Italian studying a Master in Strategic Public Relations in Sweden. Love: Italian espresso, my celtic harp, my pentacle, metal/rock/folk music, my mobile.

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