Di come gli Smarthphone ci hanno cambiato la vita… 2

Questa volta, invece di “cambiato” avrei dovuto scrivere “salvato”. Proprio così! Voglio raccontarvi quest’episodio che mi è successo sabato scorso.

Scenario: Parco Gondar a Gallipoli, famosa arena salentina per concerti estivi.
Ospiti: Modena City Rambles e Ska-p.
Biglietti: gentilmente offerti dalla vostra comunicatrice, che si è offerta di fare il lavoro sporco e comprarli online a proprio nome. Quella stessa comunicatrice che, per evitare di perdere soldi e documenti, decide di uscire di casa senza borsa. E sempre quella stessa comunicatrice che arriva al botteghino e chiede innocentemente: “il documento di CHI?”
Morale della favola: Il tipo non voleva darci i biglietti senza il documento di quella stupida che li aveva comprati online e poi era uscita senza patente e senza carta d’identità. Ahahah – che ridere!

Ma anche questa volta, in mio soccorso è venuto il mio ormai inseparabile strumento di lavoro – applicazioni smarze permettendo. Prendo il mio smarthphone – grazie dio degli smarthphone – e controllo i documenti caricati. Avevo solo il curriculum. Ottimo. Fortuna volle che avessi fatto la ricarica, quindi mi collego a internet. Mi ricordo improvvisamente che sulla casella email avevo caricato lo scanner della mia carta d’identità da mandare a un ufficio per l’esame d’inglese sostenuto il mese scorso. Grazie burocrazia!
Casella email > posta inviata > allegati > ID card

E fu così che lo smarthphone tanto agognato salvò la pelle alla sua proprietaria, ormai destinata a fucilazione senza possibilità di appello. La serata si concluse, così, con quattro ingressi in più al concerto e un ferito in meno sull’asfalto. W gli smarthphone 2!

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“La frode” ovvero l’arte del dissimulare

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L’altra sera, passeggiando per caso per le vie di Padova, mi sono ritrovata vicino ai Giardini dell’Arena e sono stata colpita da una voce impostata e profonda che si diffondeva nell’aere. Come non riconoscere il tono del doppiatore di Richard Gere? Ebbene sì: il cinema estivo ci ha regalato una delle ultime interpretazioni dell’attore americano, occasione che ho ben pensato di cogliere e che ora mi permette di allietarvi con un’altra recensione, anche se in ritardo. 😉

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Di come gli Smartphone ci hanno cambiato la vita…

Tutte le nuove tecnologie, vuoi o non vuoi, in qualche modo cambiano alcune piccole nostre abitudini. C’è chi ne viene influenzato in positivo, chi in negativo e chi ne rimane indifferente. Io sono decisamente del primo tipo.

Sono una persona distratta e smemorata già di mio, e immagino che molti di voi come me ogni volta che escono di casa devono fare mente locale e “checkare” la lista delle cose da portarsi dietro:  cellulare, portafoglio, chiavi, occhiali da sole, bottiglia d’acqua, documenti, ecc… Ecco, da quando ho uno smartphone la mia vita é cambiata. Certo, devo ancora ricordarmi le chiavi e gli occhiali da sole, ma sono certa che in futuro anche questi accessori finiranno per essere inglobati nella tecnologia che ci portiamo in tasca in un unico device.

Esempio: stamattina devo partire per Roma per sostenere un esame.
Checklist:
– Portafoglio;
– Smartphone.
E il lettore mp3 per ascoltare musica durante il viaggio? Nello smartphone. L’indirizzo del posto dove devo andare a sostenere l’esame? Nella mail a cui posso accedere con lo smartphone. E la prenotazione per il pernottamento? Idem come sopra. Le indicazioni per muovermi a Roma? Google maps. E il biglietto! Cazzo, il biglietto del treno, che me lo dimentico sempre! Keep calm and don’t panic. It’s in the smartphone. Ci manca solo che questo smartphone faccia pure l’esame al posto mio e poi siamo a cavallo! XD

Sarà stupido essere così entusiasti per un pezzo di tecnologia? Mha, io so che da allora quando esco di casa ho sempre il mondo in tasca, e lo stress da “oddio, ho dimenticato qualcosa!” non c’è più. Viva l’innovazione!

E voi? Qual è il gadgt tecnologico che vi ha cambiato di più la vita, in meglio o in peggio? Share your feeling with us! 😉

On The Move 2013 – Quanto può valere una chiamata?

Il corso di laurea in Strategie di Comunicazione dell’Università di Padova ospita da sempre le menti giovani e brillanti di ragazzi che nel mondo della pubblicità o della comunicazione in generale ci credono davvero. E questo, ovviamente, non soltanto perché la vostra adorata comunicatrice viene proprio da lì – anzi, dalla sua triennale 😛 -, ma anche perché in molti corsi sono tenuti da altrettanti professori che non vedono l’ora di trasmettere il proprio entusiasmo e le proprie idee agli studenti che sono pronti ad accoglierle e migliorarle.

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Mass Networks al Galileo Innovactors’ Festival

Sono appena tornata a casa dal Galileo Innovactors’ Festival che si sta tenendo nello storico Caffè Pedrocchi nel centro di Padova in questi giorni. Vi posto così a mente fresca le mie impressioni, sottolineando che per una serie di motivi che esulavano dalla mia volontà ho potuto partecipare solo ad un incontro finora, cioè “Mass Networks: la socializzazione ai tempi della rete“. Come speravo, si è rilevato un incontro interessante, anche se l’esuberanza di Andrea Pezzi, fondatore di OVO Italia, prontamente ripreso più volte da Massimo Sideri, giornalista del Corriere e scrittore, ha quasi tolto un pò la scena anche al terzo ospite, Paolo Barberis, pioniere di internet e fondatore di Dada.Si é trattato, comunque sia, non solo un incontro-scontro di personalità, ma anche di punti di vista differenti sullo stesso tema: Internet. Nonostante, come sottolineato all’inizio da Sideri, i tre non avessero steso un canovaccio, alla fine si sono dimostrati coerenti con quanto annunciato: “Quando si parla di Social Network si può praticamente parlare di tutto.” Ed infatti un pò di tutto si é parlato, aprendo tante parentesi senza però chiuderne nessuna: cosa comunissima e inevitabile quando si vuole parlare di un argomento così vasto. Gli spunti, però, sono stati tanti.

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Doyouwine.com: l’enoteca parlante curata da Alessandro Morichetti

Come vi avevo promesso, ecco qui una delle Case History che più mi ha colpito durante il Social Case History Forum di Milano del 30 maggio, Doyouwine: l’enoteca parlante!

Doyouwine.com nasce una sera dalle menti evidentemente rallegrate dal vino di sei amici seduti a cena, compagni di merende – come dice la loro presentazione sul sito web – con due passioni condivise: una per Internet e l’altra per la bevanda sacra a Bacco. Mai idea fu più innovativa! In Italia il mercato del vino in rete è ancora poco sviluppato, e questi pionieri si sono messi in testa di esplorarlo creando uno store di vino piemontese online, per arricchire il commercio con passione e cultura per soddisfare diversi tipi di palati. Come dicevo, al Social Case History Forum ho assistito alla presentazione del progetto da parte del curatore del Blog e dei Social Media per il gruppo, tale Alessandro Morichetti – per chi non lo conoscesse, la sua bio di Twitter lo definisce “sommelier, gattaro, scout, fotografo amatore, ciclista e blogger su Intravino, avvinazzato in varie forme su Doyouwine.com. E figo.” Insomma, un tipo che non si annoia! L’ho intervistato per voi tramite mail per approfondire la sua storia e la sua strategia.

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